San Giovanni Rotondo, 25 marzo 2024
Invito
L’Elpis, prima come Associazione e ora anche come Fondazione, è stata sempre attenta alla povertà del paese, ultimamente è preoccupata della situazione culturale, morale, religiosa di S. Giovanni Rotondo che sembra aver imbroccato la china della dissoluzione. Ciò spiega l’urgente invito ai cittadini perché prendano consapevolezza del profondo disagio e in sinergia con le forze politiche, religiose, economiche e sociale per inaugurare un laboratorio di risurrezione.
Chi è oggi l’uomo
L’uomo del nostro tempo, non per scelta sua ma condizionato, con la sua intelligenza è capace di sfidare il Cielo quale novello Capaneo
“par ch’elli abbia
Dio in disdegno, e poco par che ‘i pregi” (Dante, Inf. XIV, 69-70).
Gli sono stati occultati i valori, e si è messo al servizio dell’economia e ha accettato il dominio dei sensi così è diventato il lacchè del “pensiero comune”, arma segreta di quanti hanno giurato di dominare il mondo senza nome e meriti, servendosi delle persuasioni occulte della pubblicità, della corruzione, della violenza non confessata.
Il pensiero comune
Infatti, il pensiero comune è diventato una coltre che nasconde la singolarità della persona e mette in evidenza ciò che i mistificatori della storia proiettano come bisogni da soddisfare. Per evitare che alcuni alzi la testa e reclami il rispetto dell’uomo e della verità lo si azzittisce imprigionando la protesta in un nugolo di osservazioni pensiero e proclamando l’impellenza della soddisfazione dei sensi: uno slogan pedagogico acclarato è: “Essere martiri è fatica sprecata, segui i sensi e sarai felice”. Attenzione a non usare la parola “vizio” che è come gettare una pietra in un vespaio! La gente ha bisogno di essere blandita, accarezzata, illusa; oggi è proibito dire la verità!
Strategia
Per l’efficacia del metodo si studiano le categorie degli attori sociali, si stuzzica la loro vanità, gli si fa credere che ognuno è importante per la vita sociale, che l’altro conta poco ed è sostituibile; che la società è corrotta e le sue idee sono veramente efficaci per avere un mondo più retto e che egli possiede il criterio giusto per raddrizzare il mondo. Di fronte a lui non c’è alcuno che possa contraddire le sue opinioni, né Dio che è buono, accoglie tutti, sempre disposto a perdonare perché il soggetto agisce sempre per il meglio, se non compreso è perché gli altri sono deficienti, lo vogliono incastrare, hanno interessi diversi, sono retrogradi, …; né la coscienza, che è sinonimo di conoscenza, né l’opinione altrui, che sono interessati, lo possono condizionare, egli si comporta come sa, vuole, ama; non esiste peccato o delitto, chi lo giudica diversamente è perché non sa, non capisce, ha altri interessi da difendere; bisogna convincersi che ognuno è legge a se stesso: non esiste alcuna morale che è eredità del passato, strumento del mondo monacale per sfruttare la società o della Chiesa per sottomettere gli uomini deboli alla sua autorità, quindi oltre ad essere instrumentum regni era anche uno strumento capace di incrementare la ricchezza a danno dei gonzi.
Maturità
Oggi l’uomo pretende di essere uscito dalla minorità e di essere diventato adulto ma non si rende conto che viene trattato come infante: non ha diritto di parlare d’amore, di accogliere, egli deve solo obbedire a chi gli prepara la pappa e lo conduce verso mete prefissate. Abbindolato gli hanno tolto la fede sostituita da una deità, l’hanno privato della verità col credo nel progresso, al posto della libertà gli hanno inculcato il liberismo. L’hanno convinto che l’amore libero è la massima espressione della capacità di amare, a nessuno si può impedire la bisessualità, l’animalità, il feticismo, l’omosessualità, i giochi di coppia, le orge, l’onanismo, lo stupro, la sodomia, il lesbismo, la pedofilia, l’incesto … se la società proibisce è perché vuole esercitare la sua autorità sull’esercizio del libero amore: chi è libero sa scegliere, egli può donare l’amore a chi vuole e riceverlo da chiunque è disponibile a darlo. In questo progetto non c’è parola per l’anima che o viene negata o detta fluorescenza del corpo (cervello), se non c’è o perché è produzione biologica, di conseguenza non si parla di salvezza, dell’aldilà, di eternità; o perché è assimilabile al corpo che bisogna usare per ricevere la massima utilità e pretendere (esigere, richiedere, dal lat. prae-tendere = andare oltre) il massimo piacere. E se diventa uno strumento inabile? Diverrebbe uno strumento a disposizione della libertà e la soddisfazione dei sensi. Se invecchia e non soddisfa i bisogni, o si ammala, lo si può sopprimere (sub + premere = stare sopra = annientarlo), mutilare, scardinare.
Essere logici
Di conseguenza se una donna è incinta e il nascituro dà fastidio, crea disagio all’economia domestica, limita la libertà della persona, è d’ingombro perché la casa è piccola, se può deformare il corpo della genitrice, se il partner è in disaccordo per la nascita … si butta via il generato, esso è un ostacolo, perché impedisce il quieto vivere, ingenera una forma di povertà, è un impedimento a chi già esiste …
Ancora
Inoltre, un corpo che non produce pesa sull’economia nazionale, familiare, perché un anziano deve sfruttare lo Stato restando in vita e percependo la pensione? Perché deve intasare l’ospedale, che già è oberato di lavoro per curare gli abili al lavoro, togliere un posto letto a giovani prestanti orgoglio nazionale? Quindi è grandemente meritorio procurare a queste persone, ormai non più produttive, l’eutanasia (la dolce morte): ti saranno grate: non le si fa più soffrire, si assicura loro una morte dignitosa!
Una stranezza!
Quest’uomo moderno condanna chi sopprime un gatto o un cane o altro animale, ed esige che si ammazzi un figlio non desiderato o un padre o madre che dà “fastidio”! Così si acquista una benemerenza civile!
Progetto nuovo
Per corrompere la società vecchia bigotta hanno chiesto aiuto alla donna, la più tenace nell’esercizio della religione. Per riuscire nell’intento hanno ironizzato e falsato il passato e gli hanno eretto il trono della modernità.
Spazio alle donne!
Anziché equilibrare gli “squilibri” per la legge del contrappasso si crea un altro squilibrio per essere moderni e mettere sul piatto della bilancia una sottile “rivendicazione” che è vendetta: far pagare oggi gli errori del passato dettati da un ambiente inadeguato.
Ironia
Speciosamente si è partito da una rivendicazione sociale giusta e gravosa: nel corso della storia alla donna è stato riservato un ruolo dimesso, quello delle tre C: casa, cucina, chiesa. Non si è fatto alcuno studio storico se ciò fosse vero o era solo uno slogan a servizio dei “padroni”. Pochi si sono interessati della dignità della donna, della sua ricchezza psicologica, del suo ruolo insostituibile di madre non solo perché generatrice ma per il ruolo di educatrice, e della sua grandezza per essere sposa, sostegno del marito-sposo, della casa perché l’uomo guerreggiava, di grande economa non solo perché oculata massaia (saggia amministratrice di una “proprietà”) ma anche padrona dei cuori dei figli, dei domestici, abile paciera e diligente dialogante nel quartiere. É un brutto vezzo estrapolare da un discorso un termine, un difetto, un’accezione per costruire un castello di fandonie. Quanto si dice non è una pezza per scusare il passato e pacificare il passato sotto accusa per liberarlo dalla condanna della storia, è un tentativo per riequilibrare il giudizio.
Grandezza
Poco o nulla si è detto dell’importante presenza della donna nella letteratura, nelle scienze, nella musica e nelle scienze psico-pedagogiche; ancor oggi si ignora l’importanza del femminile nel mondo religioso (martiri, sante, mistiche, organizzatrici sociale …) considerato una eccezione o addirittura una perversione o una schiavitù manipolata dal maschile plenipotenziario. Ovviamente è una mezza verità giammai dimostrata e sempre nascosta dalle molte bugie, dall’ironia e dalle sicumere affermazioni. E chi ha valorizzato il ruolo politico di tante figure femminili, apparse come meteore e subito eclissate! Però attenzione che non sempre ciò che luccica è oro.
Modernità
É stata paludamentata con termini ampollosi la modernità, il progresso, la libertà, il riscatto della nudità femminile. Si ignora quanti siano i lutti di questi “progressi”, non si conoscono quanti hanno lamentato la furbizia di questo piano sovversivo ideato e attuato da chi ha intravisto un nascosto vantaggio lucroso dal fatto conflittuale, psicologico e numerico, socio-politico-economico. Uno spiraglio che lascia intravedere la “malizia” di quanti, come recita un nostro proverbio: “Ménine le prati e amùucciano la mano”; si usa un pretesto come lo sport, l’igiene, la cura della salute per invadere il territorio dell’onestà; è stato messo in atto un astuto progetto per introdurre il nudismo come liberazione dal passato. Si pratica il nudismo, ma non di botto ma metodicamente: si cominci con lo scoprire il gomito, poi si passa alle ginocchia, quindi a denudare le gambe e le braccia, poi la parte superiore del torace, le spalle … Ci si chiede perché per pervertire i costumi si servono della donna? Non è facile accettare le motivazioni ma è necessario mettere allo scoperto la forte passione che si esercita pur di giungere al potere (universale) e controllare le ricchezze: la donna è un essere meraviglioso (don Bartolo nel Barbiere di Siviglia canta: Donne, donne, eterne dee) non solo per il soma, molto di più per l’intuito, la paziente accettazione della sofferenza, l’amore, la sagacità dei rapporti, la consapevolezza, l’abnegazione per la famiglia … però ha una falsa stima di sé, il falso culto della bellezza, la facilità alla compassione … Così sfruttando il loro tallone d’Achille l’hanno distolta (meglio sarebbe l’hanno strappata) le hanno innalzato un palco di vanità.
Novella Eva nuda
Oltre a renderla “farfallona” le hanno sottratto l’amore per la famiglia, inculcato il bisogno di guadagnare per sostenere la famiglia (solo parzialmente vero), l’hanno distolta dall’amore per la casa, privata del senso religioso, esasperato la sua sessualità (è diventata più esigente e sfacciata del maschio), denudata del pudore, spinta verso il culto del corpo … quindi è stata invogliata a … spendere per apparire sempre più “divina”, perciò il guardaroba femminile, i belletti e le scarpe sono diventati una spesa grossa nel bilancio familiare (si potrebbe continuare ma è già troppo quanto detto!). Si deve lamentare un altro inganno.
Schiava senza saperlo
Il temperamento della donna è emotivo, suo dono è la parola facile, spesso questo viene accompagnato da un bisogno di emergere e essere eccessivamente attaccata alle sue idee, ai suoi affetti, al suo mondo esteriore e interiore. Questa double face è stata abilmente elaborata per sfruttarla nel mondo socio-politico. L’hanno illusa facendole credere che nei secoli passati è stata manovrata e schiavizzata, e che ora è tempo di ribellarsi a questa secolare sudditanza, la invitano a diventare padrona del suo corpo, della sua libertà, di vivere largamente della sua vita, dei suoi affetti, … Come ha gestito (meglio come le hanno permesso di utilizzare gli effetti di questa ribellione)? É caduta dalla padella nella brace! Con risultati peggiori di prima! Giusto l’adagio latino: Corruptio optimi, pessima! Hanno messo su tanti club e associazioni femminili, tutti all’insegna dell’emancipazione, è vero? No! É diventata più schiava di prima con la subdola apparenza di essere piena di iniziative. Quante si son rese conto che sono diventate consumatrici di beni voluttuari, quindi schiave del capitalismo che per i loro acquisti spendono il proprio mensile e quello di altri? Farsi belle e attraenti e truccate, per chi? Per gli uomini guardoni? La donna regina della casa dov’è andata? Con l’introduzione del divorzio, l’aborto, la convivenza … qual è il proprium della donna? Soddisfare il bisogno sessuale del maschio? E dopo il furto perpetrato presso l’OMS quale il ruolo dell’omosessualità nella vita di coppia?
I giovani
Altro sforzo forte è quello sui giovani. Il discorso è lungo e complesso: per il mondo giovanile si dà un giudizio complessivo: è una realtà anonima, senza volto e senza prospettiva futura. Consuma e non dà, sfrutta la famiglia e non costruisce futuro; s’è creato una corazza di onnipotenza ad essi tutto è dovuto. La cultura è posticcia e disorganizzata. Non ha rispetto di sé e neanche degli altri.
Questa descrizione è falsa e ingiusta! Non tiene conto della reale possibilità di raddrizzare il cammino, come pure il dono positivo del culto dell’amicizia e della bravura tecnologica, e spesso anche degli sprazzi di generosità. Questi hanno bisogno che il mondo degli adulti metta da parte l’esclusivo interesse lavorativo ed economico e si pieghi per coltivare l’amicizia con i propri figli e nipoti, si convinca che l’uomo vale più delle cose e i figli sono dei beni preziosi, che con essi perpetrano il DNA della stirpe, che questi sono il seme di civiltà e di santità.
Il razionalismo: il trucco c’è e non si vede
Il moderno razionalismo è frutto di un’occulta aggressività. Dando uno sguardo agli ultimi tre secoli si può accorgere che c’è un con concerto di stimoli e di iniziative che assiduamente, in silenzio, senza aver fretta hanno tracciato delle linee guida che portano allo sgretolamento della vita socio religiosa e inculcano un pericoloso modus vivendi per l’uomo, perché perde se stesso per l’acquisto delle cose. Si parla di antropologia ma si legge economia si parla di razionalità ma è dettatura di un sapere materiale.
Modernismo
Allora qual è la base culturale su cui si poggiano questi modi di perché all’azione sottende un sostrato filosofico razionale. San Pio X parlando del modernismo l’ha come “la sintesi di tutte le eresie”. Infatti, il moderno o la modernità può prendersi in due accezioni, l’una positiva come apertura, libertà di spirito, conoscenza di tesi o scoperte attuali, contro il conformismo; l’altra negativa: leggerezza, pedissequi di ogni moda, frenesia per il cambiamento, irriflessione, opposizione al passato e seguire le suggestioni del momento. Nel quattordicesimo secolo il termine indica un atteggiamento critico razionale scientifico in opposizione alla tradizione filosofica-teologica. Nei nostri giorni il termine si usa per indicare l’accettazione e la sequela acritica quanto viene presentato dalla politica, dall’economia, dalla morale, dalla filosofia, dalla religione; non lo si dice ma è una lotta in sordina della tradizione, è l’affermazione dell’illuminismo, condivisione incondizionata dello scientismo (ritiene la scienza sperimentale capace di offrire all’uomo un sapere completo atto a risolvere tutti i problemi e ad appagare tutti i bisogni, anche quelli spirituali).
Razionalismo
Così si giunge ad un vieto razionalismo che omologa ogni esistente: minerale e animale, materiale e spirituale, bello e brutto, quindi si eclissa la legge naturale per l’egemonia assoluta del soggettivismo, la prevalenza dell’emozionale sulla verità, il sentimento o sulla realtà. Nella accettazione della modernità o scientismo scompaiono, perché privi di senso, ogni filosofia, la morale, la religione che sono lasciate alla sfera personale di cui non si può far parola perché esulano dal pensiero dominante: l’emotività (Lutero, Kant Nietzsche, Heidegger, Vattimo, pensiero debole) sul razionale, il progresso sulla verità, l’attuale sul pensiero.
Soggettivismo
Professando queste idee non si può costruire una società; non c’è posto per la pedagogia e la psicologia a fine di tentare l’educazione; se si professa il soggettivismo nessuno sbaglia e tutti hanno ragione; se l’emotività prevale sul pensiero e sulla realtà ogni scelta è giusta e accettabile perché proiezione del singolo. Con questo credo il capitalismo, lo schiavismo, la dittatura, la discriminazione, il materialismo, la delinquenza … sono tutte scusabili perché frutto spontaneo del soggetto. L’individualismo e il nichilismo imperanti non possono essere condannati anche se in chi li professa sono privi di relazione che è a fondamento per costruire la società; se il vero e il giusto sono opinabili non si può mettere su un criterio che guidi e salvaguardi l’uomo; … Chi ci salverà da questi Moloch che distruggono non solo il passato ma le stesse fondamenta della convivialità: l’Io ha bisogno dell’altro per vivere, se manca la speranza l’unica logica (scusate la contraddizione presente nei modernisti) è il suicidio, o il suo sinonimo, l’eutanasia o morte dolce. Se sono solo sono inutile, finché ho salute posso sfruttare l’altro, se ho denari posso divertirmi e quindi alimentare i sensi; se vengo tradito o rifiutato, allora, mors tua vita mea (non vi sembra che allarmarsi per i genocidi, aborti, femminicidi, di morti violenti, morti per overdose, di mafie, la moltiplicazione di stupri, bande giovanili, bullismi … e quanto a questi assimilabili, è una palese ipocrisia: se la società li crea, li protegge e se ne serve, perché condannarle?)
Così fan tutti
Sicuramente è un discorso nero, nero, nero ma logico (scusate il linguaggio logico) eppure è la “norma normata” del quotidiano sociale; si è giunti al “così fan tutti”, e le scelte dell’altro diventano legge o scusa per ogni altra scelta del singolo. É un trucco ben riuscito per non vergognarsi (pudore) di quello che si fa; è la droga che scusa le responsabilità personali; è la gratificazione dei deboli che appaiono forti; è l’armatura dei vigliacchi che sono d’acciaio fuori e molluschi dentro; è la pistola scarica che si usa per intimorire ma è solo un giocattolo.
La società
- trascendente
Per non andarcene digiuni chiediamoci quale deve essere l’ubi consistam per chi vuole vivere la sua esperienza di persona nella società in cui avviene la sua crescita umana. Anzitutto ci si chiede: cos’è la società. La società è un insieme di persone che intrattengono dei rapporti interpersonali, le quali si riuniscono per raggiungere dei beni in comune, sia spirituali che relazionali, economici esistenziali, mancando questi non si ha la società ma una massa, che è un gruppo informe. Anzitutto, al di sopra dei singoli deve esserci un rapporto con il Trascendente: la presenza di una relazione di superamento, di sconfinamento, di oltrepassamento del vivere materiale e scoprire e realizzare valori spirituali: è istruttivo quanto scrive il libro della Sapienza:
“La speranza dell’empio è come pula portata dal vento,
come schiuma leggera sospinta dalla tempesta,
come fumo dal vento è dispersa,
si dilegua come il ricordo dell’ospite di un sol giorno” (Sap 5,14).
Ciò che è materiale si consuma e opprime, l’uomo sensato va ben oltre: tutti i popoli del passato costruivano la polis, la civitas, il pagus attorno al tempio o al totem.
É il trascendente che dà senso e valore al materiale e allo psicologico altrimenti tutto è bora e nuvola che passa senza portare pioggia.
- la legge
Oltre al trascendente una società bene ordinata fonda se stessa sulla “legge naturale”, scoperta da Platone e poi insegnata e ben strutturata da Aristotele e Zenone, pensiero caduto nei Padri della Chiesa, coltivato da S. Agostino e irrobustito dal pensiero tomista. Questa non è una “invenzione” di sempliciotti perciò obliterata perché non verificabile dall’esperienza dei sensi (Hume, Locke, Kant, Comte, Nietzsche, Freud …) e al suo posto hanno intronizzato la legge positiva, cioè emanata dai parlamenti! Cattivo affare! La legge naturale non è imposta dalla natura ma da essa trae le norme, i principi, i criteri dell’agire umano perché conformi alla specifica natura dell’uomo e dettata dall’esigenza propria dell’esistere, come ci ha ricordato Giovanni Paolo II.
- pensiero debole
Avendo disatteso il riferimento alla legge naturale si è caduti nel “pensiero debole” che un sociologo molto seguito ha declamato “società liquida”, in cui trionfa il nichilismo, che nega qualsiasi valore o verità, e neanche il vivere è importante, anzi l’esercizio delle virtù è visto come debolezza da discriminare; con il trionfo dell’imperiosità del vizio che dai mass media è stata assurta a intraprendenza e modernità, da qui l’affermazione del gender, che non è solo errore biologico ma diventato strumento politico ed economico.
- invasione
Il vizio è diventato una fonte di guadagno per molti affaristi e tutto a scapito dell’utente che spesso, ma non sempre, è irresponsabile sia per mancanza di informazione, che per debolezza psicologica, e condanna alla solitudine favorita e seminata da chi è responsabile della cosa pubblica. A questi mali bisogna lamentare l’irruenza nel mondo sociale del secolarismo, che è un furto perpetrato alla storia per averle sottratto Dio e la religione e per affidare al mondo e all’uomo il compito di governare ogni cosa e vivere tamquam Deus non daretur (Grozio), quindi scardinando e seccando le radici culturali, sociali e psiche dell’Europa e forse dell’intera storia mondiale o direttamente o per l’influsso esercitato negli altri popoli sia per mezzo del commercio che per le aspirazioni politiche e per i costumi “sbrindellati”.
- esclusione
Anche se accuratamente si evita di citare il fenomeno religioso ci si permetta solo di accennare che l’obiettivo principe di questo movimento è di screditare la Chiesa Cattolica e dare maggiore visibilità al protestantesimo che ha alimentato questa visibilità sia nell’ambito filosofico e teologico ma anche socio-psicologico: ha seminato il dubbio critico anche nel vivere il Vangelo assediando la figura di Cristo. Con lo specioso argomento di “storicizzare” la figura di Gesù di Nazareth ha inaridito l’afflato mistico-escatologico della teologia cattolica, anche per colpa di tanti cultori delle scienze sacre sospinti dal complesso di inferiorità ad essere à la page citando i grossi volumi tedeschi e inglesi-americani. Si chiede scusa per questa parentesi non si può ignorare il grosso danno provocato da questa inclusione nel cattolicesimo.
- politica
Per costruire organicamente la società è necessaria un’aperta onestà politica, cioè istituire un impegno corale e integrale per servire l’uomo nella vita relazionale tra persone, tra queste e l’economia, tra il vivere sociale e l’impegno etico-culturale per rendere l’uomo cittadino soddisfatto per l’esercizio armonico dei bisogni vitali sia nella sfera psicologica che morale e particolarmente religiosa.
- e) economia
L’attuale credo politico è prigioniero dell’economia: se la società non si libera da questa atrofizzante influenza, l’uomo sarà sempre un essere nudo: non si può scambiare il possedere con l’essere.
L’uomo smarrito
È assolutamente importante che l’uomo sia se stesso oggi che la persona è telecomandata l’uomo che conosciamo è uno smarrito: avendo abbandonato (meglio sarebbe dire: essendogli stata rubata l’intelligenza e condizionata la volontà prigioniera dei bisogni naturali e indotti) la sua capacità (dal lat. capax = atto a contenere, idonea a ricevere) viene condotto con la capezza (briglie) delle necessità e dell’esistere è reso schiavo dell’avere e dell’apparire per cui sono suoi persuasori il guadagno e l’essere apprezzato. Si può affermare, senza tema d’essere contraddetti, il vivere sociale è omologato (dal greco homologos =concorde, conforme, cioè uniforme ai modelli correnti scarsamente autentico appiattito).
Omologazione
L’omologazione è un’arma potente nelle mani dei moderni grassatori: approfittano dei popoli che hanno aggregato sotto sigle accattivanti: OMS (organizzazione mondiale sanità) ONU (organizzazione nazioni unite), CE (comunità europea o consiglio europeo) OPEC (comunità esportazione petroli carburanti); ci si limita a citare solo questi per esemplificare ciò che avviene a livello mondiale nascosto da innocue sigle: queste nascondono grossi interessi di gruppi mafiosi, questi illustri e danarosi sconosciutici hanno un dominio mondial: superano la frammentarietà delle Nazioni, rendono impotente chi avesse la voglia di protestare o mettere a nudo tutto il laido commercio che perpetrano a danno dei cittadini. Similmente nei parlamenti nazionali e nei singoli partiti: comandano i furbi danarosi, le facce toste che non arrossiscono per le bugie dette, affiliati quanti difendono e procacciano denari (l’accusa è generica e non ci si riferisce ad alcuno in particolare, pur sapendo che qualche persona onesta tra loro può anche esserci).
Pianificazione
Questi illustri signori con impegno satanico lavorano assiduamente per pianificare l’etica mondiale annullano le distanze tra bene e male, vanificano il senso morale, canncellano la legge naturale, calunniano i poveri attribuendo a loro la povertà; inquinano le acque, la terra e l’aria delle nazioni incapaci di difendersi e così via … Tanti dei qui presenti possono domandarsi: “Tutto è vero, ma a noi che siamo qui ad ascoltare cosa concretamente può interessare? Cosa si può fare se neppure conosciamo i popoli e le loro reali esigenze?” Avete ragione e anche torto!
Confusione
Avete ragione perché ognuno è responsabile del proprio territorio, ma anche torto perché l’uomo è la presenza dell’amore di Dio, e tutti gli uomini, aldilà del territorio, delle lingue, del differente colore della pelle e differenti particolari fisiologici sono uno. La particolarità non distrugge l’unità: ognuno non può pensare sé se non rispetti e ami l’altro. I segni distruttivi, che la storia ci mette sotto gli occhi, sono indice della superbia (leggi Torre di Babele) o dell’odio razziale (leggi Caino e Abele) e dell’impegno ad amare l’altro (leggi Gesù).
Stare attenti
Leggere la storia non è facile, ascoltare il suo insegnamento è diventato, oggi, quasi impossibile, l’invasione tecnologica disturba enormemente l’attenzione e sovverte le leggi della logica (non è eredità del monto greco che ha il grande merito di averla scoperta e strutturata, ma è il proprium dell’essere intelligente), per cui oltre a pianificare la conoscenza, ha annullato il senso morale e ha inalberato nell’uomo il magismo o, con un’espressione psicoanalitica, ha eretto il complesso di onnipotenza. Con alcuni slogan poggiamo i piedi a terra: se non veneri la natura, questa si vendica; non sputare in cielo, che in faccia ti viene; non fare dopo quello che puoi fare adesso; tutto si paga; corsi e ricorsi della storia; e per quelli che si adeguano al verbo politico si porge la sintesi storica di quel frugoletto allora pugliese, Orazio: “Graecia capta ferum victorem cepit” (Ep 2, 1, 156).
Da noi
Il nostro paese, purtroppo palesa gli stessi vizi delle città ma non ne ha le virtù per due buoni motivi: è un grosso borgo, per cui, come diceva un nostro proverbio: “San Giuvanni je’ come nà tina, cuddu che ci fa la sera ci sape la matine” per questo per difendersi ci si nasconde nell’omertà; inoltre fin dall’antichità è stato un centro ricco, favorito dalla pastorizia, dall’agricoltura, dall’artigianato bravo e fiorente e per un discreto livello culturale; dal 1916 è stato visitato dalla Provvidenza con la presenza di San Pio da Pietrelcina, ma nostro concittadino. Questi ha rivoluzionato il nostro abitato: ha portato i nostri concittadini dallo stato primario al terziario e ha lasciato uno zoccolo debole, i nostri concittadini non hanno saputo crescere secondo le leggi del progresso, ma si sono lasciati irretire dal colore e dall’odore del denaro prima scarso.
Lo scotto
Ora la nostra città sta pagando lo scotto. Non possedendo una cultura radicata nel territorio si è dato all’arrembaggio: soffre dello iato aperto tra le due culture. Questo spiega perché il nostro popolo ha grandi vizi che tenta di nascondere dietro un’apparenza di perbenismo. (Il latrocinio è diffusissimo anche se non si vede: per esempio prezzi elevati nei negozi, lavoratori fiacchi ed esosi, prodotti consumati e non pagati, pretenziose vacanze, vivere al di sopra delle proprie capacità economiche).
Il nostro passato
Cultura scadente: nostri compaesani sono stati illustri personalità nel Regno di Napoli, di santi costumi, brillanti medici, insegnanti, discreti scrittori, forbiti avvocati, popolari scrittori, poeti, pittori, sarti/e richiesti, fabbri ingegnosi, calzolai pieni d’inventive, attenti istruttori …
Personalità politiche capaci di dialogare con re e principi, attenti alle esigenze del paese e dei cittadini, orgogliosi per i servizi che sapevano prestare.
Genitori orgogliosi dei figli ai quali trasmettevano lo scibile casereccio: trasmettevano o avviavano a un mestiere, la cura della casa, la conoscenza e l’amicizia parentale, educavano all’uso parsimonioso del denaro, il rispetto e la sudditanza agli anziani, la pratica religiosa, il comportamento civico, il rispetto timoroso del padre, attenzione e gratitudine verso i nonni e la madre, l’attenzione e l’educazione delle ragazze: “Votte di vini e fighie femmine sotto li crini”.
Appiattimento
Ora questa ricchezza umana è persa e si è appiattita sulla corrente vigente: il nulla regna sovrano anche se all’occorrenza vengono fuori quei valori trasmessi col DNA. Però i cittadini della nostra città condividono la cultura vigente, sono figli della stessa madre: disobbedienza luciferina: “Non serviam”, pretendono di porsi in alternativa. A chi? Non solo alla Scrittura ma anche all’esperienza avita: due sono le matrici del mondo: lo spirito e la materia, quindi chi intende impossessarsi del mondo deve eliminare lo spirito (la storia dell’uomo è un tentativo di armonizzazione tra spirito e materia; nel contesto religioso è lo Spirito che usa la materia perché l’esistenza proceda verso il progresso). Nel corso dell’evoluzione l’uomo ha cercato di stabilire una omeostasi tra lo spirito e la materia, ma ancora una volta subentra il gioco truffaldino: la materia tenta di soffocare lo spirito che dà forma e senso alla materia, altrimenti si cade nella “gora morte”.
I nuovi padroni
Gli ultimi padroni della storia si sono sostituiti allo Spirito, Dio, per dominare con l’intelligenza umana e l’invasione tecnologica il decorso degli eventi, la produzione delle cose e l’organizzazione socio-economica. Contrariamente alla loro intenzione, anziché assistere ad una evoluzione ci si trova di fronte a una rivoluzione. Perché questa prenda il sopravvento deve “uccidere” chi prima deteneva il potere, da qui il grido di Nietzsche: “Dio è morto”, chi l’ha ucciso? L’uomo! L’operazione è riuscita? No! si è assistito piuttosto al suicidio dell’uomo, all’imbarbarimento della storia, allo smarrimento del fine, e a una confusione catastrofica. Per occultare questa moria culturale umana si è sviluppato l’immagine (dal lat. imago: effige, ritratto, apparenza, simulacro) che è effimera, inconsistente, provvisoria allora si è affidata alla pubblicità (dal lat. publicus opposto a privatus = singolo, intimo, riservato) cioè divulgazione (dal lat. rendere comune, pubblico, noto), di fusione (porgere intorno, far conoscere) e sono state “inventate” delle verità estemporanee per occultare la verità che affermano non esistente, ciò che conta è il progresso che è la produzione degli uomini liberi. Non accettando alcun credo, solo l’immanente ha un valore costruttivo, viene vanificata qualsiasi morale. L’uomo moderno deve coltivare la propria coscienza, chi lo ostacoli è un reazionario, la cultura vera è quella che aiuta ad acquistare l’autonomia da qualsiasi dogma o religioso o politico o etico o sociale: l’uomo che stima se stesso non sottostà ad alcuno, ma spontaneamente aderisce a quanti condividono le sue scelte.
Furbizia
Quasi come magia queste idee con sotterfugi, col denaro, con la violenza (a volte anche con delitti), con omertà … si sono diffuse nel mondo sociale, politico, culturale e in modo particolare e massivo tra i giovani che hanno condizionato gli anziani che incapaci di “frenare” le intemperanze di questi hanno finito con il condividere le loro idee, ciò è diventato cultura corrente: la convivenza, si è scusata anzi apprezzata la scelta omosessuale, il mito del fumo che non solo non fa male anzi aiuta a vivere più serenamente lo stato sociale, l’ateismo pratico, per alcuni anche quello teorico, è diventato l’emancipazione dal passato. Ha preso piede e in poco tempo si è universalizzato l’uso dell’HT, quindi il rendimento scolastico è visto come un optional, e si tacciono di secchioneria quanti sono ancora convinti che lo studio è un valore e apre la via al successo; molti sono convinti che la “bustarella” è il passepartout per il posto di lavoro, che non da tutti è visto come con contratto di giustizia. Tanti giovani sostengono la giustezza della tesi: “voi adulti vi siete presi il giorno, noi giovani la notte”, per questi “la giornata” comincia dopo le 22:00 ed è rituale frequentare le quasi, se non oltre, 100 pizzerie. Le boutique sono attrezzate degli ultimi modelli della moda, tanto o pagano papà e mamma, che si sobbarcano le spese folli dei figli, o sono questi che provvedono da soli: smercio di droga e prostituzione: è apodittico! non si può fare brutta figura in società! Il matrimonio è un’eredità del passato, chi è chic convive o si accoppia a piacimento. Per evitare il lavoro, che è oneroso, frequentemente “s’aprano negozi” che per il 60% chiudono entro l’anno. É diventato un “mistero” ozioso chiedersi dove vanno a procurarsi i soldi? Boh!
Vezzi
Col proseguo del tempo hanno preso luogo alcuni vezzi scomodi e costosi: quasi tutti hanno in casa uno o più cani o gatto; i maschi, riottosi a fare i lavori di casa, al mattino, in qualsiasi stagione con pioggia, freddo o neve, sonno i lacchè di queste bestiole (?!?!); in tante famiglie sono presenti strumenti elettronici di vario genere; non può mancare la presenza di una macchina e anche più; un guardaroba vistoso e abbondante, senza pensare a una montagna di scarpe di tutte le fogge; è diventata una scommessa fare una o due settimane bianche, … e si potrebbe continuare. A chi recrimina quest’uso è pronta la risposta: bisogna vivere il nostro tempo!
Ecco poi il rovescio della medaglia: in paese non c’è una libreria, ma tanti bar e altri ritrovi, mancano circoli per anziani, giovani, disabili mentre sono tante le slot machine, … In ciò non si un giudizio di condanna, ma si offre uno spaccato dell’habitat, è una pura visione del vivere cittadino, ed è anche un invito a un pensamento e provvedere a una “revisione” di vita, oppure attendere dalla coscienza una risposta: è necessario cambiare; oppure siamo sulla giusta strada per ominizzare la persona!
Esortazioni
A conclusione ci si chiede: Cosa fare? La risposta non la possiamo dare noi, il compito che ci si è assunti con questo incontro è stimolare la riflessione, in libertà dire quanto è nascosto nel profondo del nostro sé, insieme suggerire una soluzione, verificare cosa si pensa, se necessario cambiare per ri-mettere sulla strada dell’onesto, dell’etico, del sociale, dell’economico il vivere cittadino. Noi possiamo solo esortare:
Ai responsabili
- A quelli che gestiscono la cosa pubblica: osservate il vivere sociale nell’insieme, chiedete con forza l’osservanza delle leggi vigenti, intervenite con solerzia per estirpare, nei limiti del possibile, il marcio vistoso e quello emergente senza lasciarsi condizionare dall’influenza politica, parentale o commerciale; l’uomo, specie se giovane e inesperto, è la realtà più preziosa della società;
Ai “gestori” del sacro
- a chi è operatore nel sacro: interrogarsi perché s’è operato ultimamente uno scollamento tra il popolo e la realtà sacra, perché nelle parrocchie è quasi scomparsa la catechesi, perché l’amministrazione dei sacramenti è diventata succedanea ai banchetti e alle feste danzanti; spiegarsi e correre ai ripari perché il nostro paese che ha tante chiese, una volta molto frequentate, sono ora destinate alla chiusura perché deserte; perché il clero si è lasciato succhiare dal secolarismo e suggestionare con la condivisione dell’ateismo pratico della gente, una volta chiamata fedeli o devoti?
Genitori
- Ai genitori: i figli sono refrattari perché non siete presenti in casa, avete perso il munus di dialogare con essi; a voi interessa avere qualche euro in più da spendere anziché uno/a figlio/a felice; occorre ricordare che i figli si educano fra di loro, per essi i genitori sono matusa, se in famiglia c’è il/la figlio/a unico/a questo è annoiato/a, ribelle e fuggiasco/a: il/la figlio/a ha bisogno di coetanei per dialogare e sentirsi giovane. Il figlio è enormemente più prezioso del conto in banca o di una vacanza;
Insegnanti
- Agli insegnanti: la vostra serietà morale è per gli alunni e studenti uno specchio su cui misurano la vostra scienza che deve accompagnarsi all’onestà morale: conta una lezione in meno e un dialogo paterno o materno che incide nell’animo di chi si sta educando alla vita, il buonismo a scuola e tradimento alla famiglia che vi affida i figli, gli alunni studenti si aspettano molto da voi, bisogna essere onesti con la società che investe molto su di voi per avere dei cittadini sani laboriosi e aperti alla socialità; quelli che ora avete in classe domani saranno i gestori del mondo che abitano;
Giovani
- ai giovani: con la vostra età non avete toccato il cielo! É solo un affaccio alla finestra senza contrarre il complesso d’onnipotenza. Ora è il tempo della crescita e del fissaggio dei principi socio-morali che governeranno la vostra vita. Il divertimento o il piacere è solo una spruzzatina di zucchero in polvere, si consuma subito, non fa crescere, accontenta i sensi e lascia vuota la mente. Cercate chi possa aiutarvi a crescere, a diventare adulti, ad aspirare alle cose grandi. Chi non usa questo momento per adultarsi lascia un profondo iato nella propria vita che il futuro non potrà colmare. Non si gioca con i sentimenti, sono dei beni importantissimi per sognare, e nient’altro, la vita è fatta di momenti realmente vissuti in cui l’amore, il dovere, il sogno, la speranza, il dolore e la fatica si intrecciano per formare la fune grossa che non si spezza perché capace di sollevare la vita e condurla in alto.
Amate la povertà, il silenzio, l’amicizia, la famiglia, il tempo che ancora non vi è lasciato vivere!
Operatori del male
- Agli operatori sociali, commercianti, gestori delle varie attività: il vostro punto fermo non deve essere guadagno. Il vostro è un servizio alla città, quindi la vostra attività è importante perché date una mano a chi ha il compito di gestire la cosa pubblica, a mettere a disposizione degli altri la vostra competenza, ad anticipare il vostro denaro di cittadini, aiutare il “cliente” nelle scelte, a sollevare l’incertezza di tanti che non sanno decidersi.
É giusto, per tutto questo, che il vostro nobile servizio venga pagato, pensate prima alla persona che vi trovate davanti, quali il bisogno che ha, quanto possiede, perché questo venga soddisfatto; impegnatevi nella crescita umana per essere dei buoni consiglieri;
- a quanti vivono delle miserie umane: voi prestate al diavolo la vostra persona, le vostre ottime capacità del dire, convincere, l’amicizia, il vostro tempo. Sappiate che satana è bugiardo e ladro più di voi, non vi restituirà niente di ciò che ora mettete a sua disposizione, anzi vi chiederà conto della vostra vita perché vi vorrà con lui nell’inferno!
Acquistate un po’ di saggezza: mettetevi a disposizione del bene! Con tutti si creerà una società che ci sarà amica, renderemo felici tante persone, aumenteremo la nostra ricchezza materiale e spirituale, asciugheremo molte lacrime e riceveremo numerose benedizioni dai genitori, dai responsabili della cosa pubblica, da quanti esercitano attività sociale perché cesseranno di aver paura, ma, principalmente sul vostro volto risplenderà la gioia, riflesso di Dio per il bene operato!
Don GIovanni Ercolino
